Sophia Loren, il mito della bellezza disegnata con la luce
Una mostra fotografica dal 9 maggio alla Fondazione Cirulli di Bologna
Il mito della bellezza disegnato con la luce: la Fondazione Massimo e Sonia Cirulli dedica a Sophia Loren una mostra nella sede di San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna, dal 9 maggio al 5 luglio. L'esposizione vuole rendere omaggio alla diva che ha contribuito alla diffusione nel mondo dello stile e dell'eleganza italiana e far trasparire, attraverso gli scatti dei fotografi che l'hanno ritratta, la personalità e l'umanità dell'attrice, restituendone l'eleganza e la bellezza memorabili. Le immagini restituiscono le grandi emozioni che, grazie alla sua tempra e alla sua determinazione, Sophia Loren ha saputo suscitare sia nei film, oltre un centinaio, sia nella vita. Già presentata al m.a. x. museo di Chiasso, Fondazione Cirulli accoglie, rinnovandolo e integrandolo, il progetto espositivo a cura di Francesco Casetti, Angela Madesani e Nicoletta Ossanna Cavadini. La mostra conta 62 immagini - di cui 35 appartenenti alla Collezione di Fondazione Cirulli - fra le più iconiche realizzate da grandi fotografi come Elio Luxardo, Ugo Mulas, Tazio Secchiaroli, Pierluigi Praturlon, Carlo Riccardi, Gianni Berengo Gardin, David Montgomery, Sante D'Orazio. Il percorso espositivo segue un criterio tematico: gli scatti fotografici ritraggono Sophia Loren in momenti peculiari, durante le riprese dei suoi celebri film, durante le eleganti premiazioni o in contesti più quotidiani. Una sezione della mostra è dedicata al territorio partenopeo, nei luoghi dove l'attrice è cresciuta: 13 scatti fotografici realizzati negli anni Settanta da Pino Settanni, uno dei fotografi italiani più eclettici e visionari del '900. La selezione di fotografie è dedicata al Vicolo della Duchesca, zona adiacente a Piazza Garibaldi, famosa per il mercato storico e cuore pulsante di Napoli, e rappresenta una delle prime e più significative esperienze di reportage sociale di Settanni. Immagini in bianco e nero, focalizzate sulla spontaneità dei gesti e sull'architettura dei vicoli che funge da scenografia naturale. Ad accompagnare le fotografie in bianco e nero, un paio di iconici manifesti cinematografici realizzati per la comunicazione e la promozione di Ieri, Oggi, Domani (1963), film cult che ha segnato l'immaginario e i canoni estetici della modernità a livello internazionale.
U.Hyeon--SG