Gnu Quartet compie 20 anni d'attività, festa al Carlo Felice di Genova
Teatro affollatissimo per il gruppo genovese
Teatro Carlo Felice affollatissimo, ieri sera, per il concerto del Gnu Quartet che ha festeggiato vent'anni di attività. Una bella maratona alla quale hanno partecipato molti degli artisti che in questi anni hanno condiviso il palcoscenico con il gruppo strumentale genovese. Era il 2006 quando la PFM coinvolse in un concerto il Quartetto appena costituito che esordì con un bell'arrangiamento della canzone di De Andrè "Le acciughe fanno il pallone". Da lì è iniziata una carriera che ha visto il Gnu Quartet (Francesca Rapetti, flauto, Roberto Izzo, violino, Raffaele Rebaudengo, viola e Stefano Cabrera, violoncello) collaborare con alcuni dei maggiori cantanti italiani, in un felice connubio fra generi musicali. Strumentisti di formazione classica, con un ineccepibile bagaglio tecnico personale, i quattro artisti si sono affermati proprio per la loro capacità di offrire soluzioni stilistiche nuove, alternative, dl sapore cameristico. Lo spettacolo di ieri sera ne ha fornito ampia dimostrazione. Accolti da una ovazione i quattro strumentisti hanno aperto proprio con l'originale arrangiamento della canzone di Faber. E poi una parata di cantanti a cominciare da Simone Cristicchi che in loro omaggio, a sorpresa, ha esordito con "Ma se ghe pensu" (cantata con il coinvolgimento del pubblico) per poi proporre "Quando sarai piccola". Clu della serata l'arrivo del "Principe" Francesco De Gregori: entra a sorpresa, occhiali scuri, berretto, canta "Generale" e "Sempre e per sempre" con quella voce profonda, incisiva che il pubblico ben conosce. Una presenza carismatica per un momento di particolare suggestione. L'elenco degli altri ospiti, fra canzoni d'autore e elaborazioni elettroniche, è lungo: Giua, Sirianni, L'Aura, Nicolò Fabi, Boosta, Giovanardi, Cosma, Filo Q, Emal Meta e Giuliano Sangiorgi che ha concluso con la riproposizione di una intramontabile canzone di Modugno, "Meraviglioso". Il Gnu Quartet ha accompagnato tutti con il consueto stile elegante e raffinato, producendosi anche in brani propri, in particolare rivisitazioni paganiniane risolte con tecnica brillante e perfetto affiatamento. Finale con tutti sul palcoscenico a rendere omaggio a Gino Paoli con "Sapore di sale". Roberto Iovino (ANSA).
S.Seo--SG