Vaccini più efficaci e sicuri da Rna messaggero progettati su misura
Muscolo e milza i due organi chiave per la risposta immuntaria
I vaccini a Rna messaggero che hanno debuttato durante la pandemia di Covid-19, potranno diventare ancora più precisi ed efficaci grazie alla ricerca italiana che, utilizzando Rna messaggero (mRna) progettati su misura, è riuscita a individuare nei muscoli e nella milza gli organi chiave per controllare la risposta immunitaria. Pubblicata sulla rivista Molecular Therapy, la ricerca è stata condotta presso il Ceinge Biotecnologie Avanzate Franco Salvatore e il dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche dell'Università Federico II di Napoli, con il coordinamento Nicola Zambrano ed Emanuele Sasso. Viene così chiarito un aspetto ancora poco conosciuto dei vaccini a mRna, ossia quello relativo a come e dove attivano il sistema immunitario Il risultato, ottenuto in una sperimentazione preclinica, apre anche la strada a terapie innovative contro le malattie rare e per le malattie che in futuro potranno avvalersi dell'editing genetico. I ricercatori hanno utilizzato una tecnica che permette di spegnere l'espressione dell'mRna in specifici tessuti e in questo modo hanno potuto identificare nei muscoli e nella milza gli organi più importanti per l'attivazione delle difese immunitarie. Si apre così la strada alla possibilità di progettare mRna de-immunizzanti, utili sia in situazioni nelle quali l'effetto del vaccino sarebbe indesiderato, sia per terapie sostitutive per malattie genetiche: una risposta immunitaria contro la proteina terapeutica ne annullerebbe infatti l'efficacia. La stessa strategia è stata applicata all'editing genetico: nei tessuti più sensibili dal punto di vista immunitario può ridurne significativamente la tossicità dei trattamenti. "Le ricerche potranno in futuro essere ampiamente applicate all'uomo - dice Zambrano - rendendo possibili somministrazioni ripetute di mRna in terapie di mantenimento per numerose malattie genetiche, anche rare, come le malattie metaboliche, ma anche per condizioni che richiedono effetti transitori, come per le terapie di supporto nelle ischemie cardiache".
D.Choi--SG