Senza robot in sala operatoria degenza più lunga, 'indietro di 20 anni'
Regole Agenas escludono chirurgia robotica da maggioranza interventi. Chirurghi protestano
Un peggior esito per i pazienti, con una media di 5 giorni in più di degenza e 1 giorno in più di terapia intensiva, e l'Italia che "torna indietro di vent'anni". I chirurghi italiani scendono in campo contro le raccomandazioni dello scorso aprile con cui l'Agenas ha ridotto notevolmente l'utilizzo dei robot in sala operatoria anche per gli interventi di routine - dall'obesità e l'ernia iatale fino alla chirurgia di fegato, pancreas e milza -consentendone l'impiego in sole 6 procedure su 21 considerate, e nessuna sui trapianti. Ma "valutare il robot solo sul costo del singolo intervento significa essere miopi e rallentare il progresso. Urgente un nuovo tavolo tecnico per rivedere le raccomandazioni", afferma il presidente della Società italiana di chirurgia (Sic), Ludovico Docimo, sottolineando come l'ente non abbia fino ad oggi dato seguito alla richiesta di riesame presentata dai chirurghi. Da qui la forte presa di posizione della Società scientifica, secondo cui le raccomandazioni Agenas "sono basate su una revisione della letteratura che non ha tenuto conto degli studi più recenti". Negli ultimi anni, rileva la Sic, " le evidenze scientifiche hanno infatti confermato i vantaggi della chirurgia robotica, che riduce le complicanze e ha recupero più rapido, migliori risultati di radicalità oncologica e minori costi indiretti".
F.Kang--SG