D'Aveni (Vento), 'le start up crescono, l'Europa le sostenga o rischia di perderle'
'Bisogna valorizzare di più le donne nel settore tecnologico'
Dall'intelligenza artificiale alla difficoltà di raccogliere investimenti per crescere, fino alla necessità di coinvolgere più donne nel mondo tecnologico: sono alcuni dei temi al centro di Wave, l'evento dedicato all'innovazione e all'imprenditoria promosso da Vento. Diyala D'Aveni, ceo di Vento, la società di venture capital del gruppo Exor, sottolinea il ruolo dell'iniziativa nel mettere in contatto founder, investitori e protagonisti dell'ecosistema tecnologico, favorendo lo scambio di esperienze e la nascita di nuove opportunità. Vento, che investe in startup italiane nelle fasi iniziali, punta a sostenere imprenditori capaci di individuare bisogni reali e costruire aziende in grado di crescere rapidamente. "Servono condizioni migliori - spiega D'Aveni - per consentire alle imprese di crescere e raccogliere capitali anche in Europa. Oggi, superata una certa fase di sviluppo, molte aziende riescono a trovare finanziamenti soprattutto fuori dal continente. Per gli imprenditori questo può non essere un problema immediato, ma per l'Europa significa rischiare di non sostenere con capitali propri le imprese che saranno protagoniste del futuro. Dobbiamo incentivare gli investimenti istituzionali nei fondi di venture capital e raccontare le storie di successo". Per D'Aveni occorre anche ridurre la frammentazione normativa e fiscale tra i Paesi e facilitare l'assunzione di talenti internazionali. Nell'era dell'intelligenza artificiale la tecnologia da sola non basta: 'L'Ia - spiega D'Aveni - ha reso possibile sviluppare prototipi e prodotti in tempi molto più brevi, anche per chi non ha un background tecnico. Questo cambia il modo in cui valutiamo le startup: non basta più chiedersi se un prodotto possa essere costruito, ma bisogna capire quale bisogno risolve, quanto è grande il mercato e se l'azienda può conquistare un vantaggio competitivo. In Italia vedo ancora un divario nelle competenze commerciali necessarie per vendere e crescere su larga scala". Un altro obiettivo è ampliare la partecipazione femminile nel settore: "È un problema che riguarda l'Italia, ma anche il resto del mondo. Dobbiamo creare occasioni perché sempre più donne possano partecipare, costruire imprese e contribuire allo sviluppo dell'ecosistema", ha detto D'Aveni.
F.Cheon--SG