S&P, su economia Ue in aumento effetti indiretti guerra, rischi per la crescita
Italia esposta a import Medio Oriente. Inflazione in Europa verso il 3-3,5% ad aprile
"Le famiglie e le imprese europee stanno già avvertendo la pressione sui prezzi causata dal conflitto in Medio Oriente, sebbene le perturbazioni dovute al conflitto non abbiano ancora provocato uno scenario simile alla crisi energetica del 2022". E' quanto evidenzia il nuovo report di S&P Global Ratings che approfondisce l'impatto del conflitto in Medioriente sull'economia europea. "A fronte dell'intensificarsi degli effetti diretti derivanti dall'aumento dei prezzi dell'energia, gli effetti indiretti si ripercuoteranno sempre più sull'economia europea, con implicazioni per la crescita economica a medio termine e i tassi di interesse", avverte S&P. In questa fase uno shock generalizzato della catena di approvvigionamento è "una possibilità remota per l'economia europea", sostiene S&P, che segnala tra le vulnerabilità il fatto che l'Ue importai "quasi due terzi della sua energia, di cui circa il 14% proveniente dal Medio Oriente". In particolare, si evidenzia nel report, "Germania e Italia, potenze industriali con capacità nucleare limitata, sono particolarmente esposte alle importazioni dal Medio Oriente". "La fase iniziale dello shock è già in atto. L'aumento dei prezzi dell'energia ha incrementato significativamente i costi per i consumatori a marzo, con ulteriori aumenti previsti per aprile", si rileva nel report. "A differenza del massiccio sostegno fiscale del 2022, le risposte dei governi sono più limitate e mirate: si pensi a tagli temporanei delle accise sui carburanti piuttosto che a un'ampia politica di prezzi massimi. Di conseguenza, si prevede che l'inflazione nell'Eurozona salirà al 3%-3,5% ad aprile, rispetto al 2,6% di marzo", afferma S&P.
T.Gil--SG