Florovivaismo, stop traffico nel Golfo blocca oltre mille container per Medio Oriente
Coldiretti, prima missione a Bruxelles Consulta nazionale del settore
Lo stop al traffico marittimo nel Golfo arriva nel momento clou della campagna floricola italiana, con circa mille container destinati ai Paesi del Medio Oriente e ordini già in portafoglio che stanno subendo una brusca frenata. Alcune spedizioni in viaggio sono state deviate verso l'India, con il rischio di dove buttare l'intero carico. A pesare sono anche le scelte delle principali compagnie di navigazione che evitano il Canale di Suez, allungando tempi e costi delle rotte. Lo fa sapere all'ANSA la Coldiretti nell'ambito della prima missione di due giorni a Buxelles della Consulta Nazionale Florovivaismo, che riunisce i rappresentanti delle 18 regioni italiane in cui è attiva. Il florovivaismo, infatti, è uno dei settori più colpiti dalla guerra in Iran, una tempesta perfetta dovuta dalla deperibilità dei prodotti, dalla necessità di usare più input di produzione, dai fertilizzanti al gasolio, fino alle materie plastiche che fanno lievitare i costi. Molte aziende hanno denunciato che i fornitori soprattutto di materie plastiche, quindi vasi e impianti di irrigazione, hanno già annunciato corposi aumenti per i prossimi ordini collegati all'incremento delle materie prime derivate dai prodotti secondari della raffinazione del petrolio. Balzo in avanti anche dei costi dei fertilizzanti come l'urea che, rispetto al marzo 2025 sono aumentati di 200 euro a tonnellata. Pesa anche l'incremento dei costi del gasolio, fino al 70% rispetto al periodo pre-guerra, tanto che la Coldiretti ha presentato una denuncia in Procura e alla Guardia di Finanza contro possibile speculazioni. In Europa, ricorda la Coldoretti, il settore vale complessivamente 24,5 miliardi di euro, con Italia e Paesi Bassi tra i principali protagonisti della produzione e del commercio. Negli ultimi dieci anni i flussi globali di prodotti florovivaistici hanno registrato una crescita dell'export del 75,3% e dell'import del 54,6%, mentre la bilancia commerciale europea resta positiva per circa 4,7 miliardi di euro.
S.Seo--SG